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Rassegna Stampa – 5 per mille nel Vicentino, quasi 6,8 milioni agli enti. L’ODCEC Vicenza: “Serve più consapevolezza nella scelta”

Il Giornale di Vicenza dedica un approfondimento al valore del 5 per mille per il territorio berico, con l'intervento del presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, Francesco Ferronato.


Quasi 6,8 milioni di euro destinati agli enti vicentini attraverso il 5 per mille. È il dato al centro dell'approfondimento pubblicato da Il Giornale di Vicenza, che ha dedicato uno speciale al peso di questo strumento per il territorio e al potenziale ancora non pienamente espresso dai contribuenti.


Nel 2025 sono stati 188.539 i privati che hanno indicato un ente beneficiario, a fronte di 659.252 contribuenti berici. Un dato che evidenzia come oltre sette contribuenti su dieci non utilizzino ancora pienamente una possibilità semplice, libera e senza costi aggiuntivi, ma capace di generare valore concreto per il sistema sociale, culturale, sportivo e solidale del territorio.


A commentare i dati è intervenuto Francesco Ferronato, presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, sottolineando come il 5 per mille rappresenti non solo uno strumento fiscale, ma anche una forma di partecipazione civica.


“Il Vicentino ha una rete straordinaria di associazioni, fondazioni, enti del Terzo settore, realtà sportive, culturali e sociali”, ha evidenziato Ferronato, richiamando l'importanza di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini.


Dall'osservatorio dell'Ordine emerge infatti un dato ricorrente: su cento dichiarazioni, mediamente solo una trentina di contribuenti esprime una scelta per il 5 per mille indicando una delle aree tematiche previste. E, tra questi, circa la metà inserisce anche il codice fiscale di uno specifico ente beneficiario.


Questo significa che la scelta più mirata nasce spesso da un rapporto di prossimità: il contribuente conosce l'associazione, ne ha sperimentato l'attività, ne condivide le finalità o vi è direttamente coinvolto.


Per i commercialisti, il tema assume un significato più ampio. Non si tratta di orientare la scelta del contribuente verso un ente piuttosto che un altro, ma di favorire informazione, consapevolezza e corretto utilizzo degli strumenti messi a disposizione dal sistema fiscale.


“Come commercialisti facciamo la nostra parte ogni giorno, aiutando i contribuenti a comprendere non solo gli obblighi fiscali, ma anche le opportunità che il sistema mette a disposizione”, ha ricordato Ferronato. “Il 5 per mille è una di queste: una scelta libera che può generare valore per il territorio”.


Accanto alla sensibilizzazione dei cittadini, resta fondamentale il tema della fiducia. Molti contribuenti non scelgono perché non conoscono gli enti, non sanno come vengono utilizzate le risorse o temono che il proprio contributo si perda in percorsi poco chiari. Per questo diventano decisive la trasparenza, la buona amministrazione, la rendicontazione e la capacità degli enti di raccontare in modo comprensibile l'impatto prodotto.


In questo percorso il ruolo dei commercialisti è particolarmente rilevante: accompagnare gli enti nella corretta gestione amministrativa, rafforzare la qualità della rendicontazione e contribuire a costruire fiducia tra cittadini, organizzazioni e territorio.


L'articolo richiama infine anche il tema del tetto nazionale alle risorse distribuibili. Negli ultimi anni, infatti, le scelte espresse dai contribuenti hanno superato il limite massimo delle risorse effettivamente erogabili agli enti. L'aumento del tetto a 610 milioni di euro dal 2026 rappresenta un segnale positivo, ma resta centrale la coerenza tra volontà del contribuente, fiducia nello strumento e capacità degli enti di trasformare le risorse ricevute in valore sociale misurabile.


Il 5 per mille, dunque, non è soltanto una firma nella dichiarazione dei redditi. È una scelta di partecipazione, prossimità e responsabilità verso la comunità.